Perdere senza perdersi.

Il Presidente Mattarella si appella al senso di responsabilità delle forze politiche. Invocarla è parte del suo dovere che svolge decisamente bene e corrisponde anche ad un buon esercizio di ottimismo.
Ma cos’è la responsabilità in politica?
È responsabile, auspicabile, utile una maggioranza qualsiasi formata da gruppi parlamentari che hanno visioni contrapposte del Paese, dell’Europa, della società? È responsabile fingere che domenicascorsa non si sia votato?
È responsabile (…) allearsi prescindendo dalla sottoscrizione di un programma comune?
Domande retoriche, sia chiaro.
Io credo che oltre alla responsabilità sia dovuto anche il rispetto. Rispetto della volontà popolare e rispetto di noi stessi. Se è vero che il voto non ha indicato con chiarezza il vincitore (M5S e Centrodestra presi singolarmente non hanno maggioranza) è altrettanto vero che ha stabilito con assoluta certezza chi ha perso: Noi!
E allora dico che si può pure perdere evitando di renderci ulteriormente ridicoli. Si può PERDERE SENZA PERDERSI. Si può e si deve fare in modo che la volontà popolare si compia.

Gli elettori hanno deciso che dobbiamo stare all’opposizione e quello adesso è il nostro posto. Non è una maledizione eterna, amici e compagni, ma una condizione temporanea. Non dobbiamo decidere se fare opposizione ma a chi farla e come farla. Non dobbiamo decidere quale governo votare ma, al più, quali leggi e provvedimenti sostenere (o proporre) laddove li ritenerremo utili al Paese. Alla democrazia servono anche le minoranze altrimenti non sarebbe tale.
Pensiamo pittosto a prenderci il nostro tempo per ricostruire una comunità di valori e persone altrimenti non serviremo più né alla nostra causa, né all’Italia.

Sia chiaro, il nostro NO alla partecipazione ad un governo con Salvini o M5S non deve avvenire per ripicca nei riguardi di chi ci ha insultato in ogni modo. Non per dispetto verso chi si è sempre sottratto ai nostri appelli alla responsabilità. Più semplicemente non puoi sostenere un Governo che ha l’obiettivo dichiarato di cancellare le riforme che tu stesso hai fatto! Proprio non si può.

PS. Ai dirigenti democratici frettolosi voglio ricordare che un Governo non si deve reggere sulla somma di pezzi ma sulla sintesi di idee. Non vi consegnate mani e piedi a chiunque perché non ci sono le condizioni programmatiche. Lasciate che siano i vincitori a cercare i numeri per formare un governo con “i propri simili”; ne hanno diritto. Se non ci riusciranno verranno loro a cercarci e magari a scusarsi per qualche accusa di troppo. E noi, a quel punto, in diretta streaming, gli consegneremo il nostro programma augurando buona lettura.

L’opportunismo non ci salverà!

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