NON È IERI, È SEMPRE. NON È SOLO SIRIA, È SEMPRE!

disegno bambino sirianoDa ieri sulle pagine social e i principali media rimbalzano le immagini struggenti dei bimbi siriani vittime dell’attacco chimico. Sono immagini terribili, pubblicarle è una scelta dura e anche decidere di guardarle lo è. Per chi ha un animo mediamente sensibile la giornata finisce lì, davanti a quelle foto. Tutto finisce lì.

Ci tengo in primo luogo a dire che concordo con i giornalisti che, facendo il loro dovere, scelgono di scuotere le coscienze pubblicando le immagini (…) della crudeltà di cui l’uomo può rendersi capace. Non li biasimo affatto. La guerra c’è e si deve vedere. È informazione anche questa…purtroppo.

Quello che ci tengo a dire qui è che le scene di morte a cui assistiamo in queste ore ci sono tutti i giorni, anche quando non le vediamo.

Secondo dati UNICEF dal  secondo conflitto mondiale in poi, oltre il 90% dei caduti nelle guerre sono civili, in metà dei casi bambini. Questi sono gli effetti dei conflitti moderni, i cui teatri non sono più trincee o campi di battaglia, bensì città, villaggi, scuole e ospedali”. I bambini, e non solo in Africa, vengono arruolati, umiliati, feriti, uccisi e stuprati tutti i giorni e ovunque c’è guerra.

E le guerre sappiamo bene cosa sono: il prodotto dell’avidità, della stupidità, della cattiveria dell’uomo adulto, chiunque sia e da qualsiasi parte del mondo provenga.

Ci sarebbe un discorso troppo lungo da fare sull’origine della malvagità e sulla morte dei valori nella nostra società e non mi avventuro per risparmiarvi eventuali ovvietà e inutili riflessioni.

Quello che mi interessa, come sempre, è cosa si può e si deve fare. E a tal proposito dico che dai governi del mondo e dalle organizzazioni internazionali preposte alla salvaguardia della convivenza civile dobbiamo chiedere che facciano meglio il loro lavoro: costruire una società vivibile, pacifica, di diritti. Per questo sono pagati. Questa richiesta va scritta, manifestata, urlata con indignazione e professata quotidianamente con più vigore.

Chi deve agire agisca con decisione…se ne è capace.

E noi singoli cos’altro possiamo fare? Per esempio, potremmo pretendere che questi valori siano parte integrante delle politiche dei nostri rappresentanti. Dobbiamo votare bene e voltare le spalle ai seminatori di odio da qualunque parte politica o geografica provengano.

Ma lo dobbiamo fare veramente, però. Non sarà una “manifestazione di disinteresse” a cambiare la realtà, non basterà una preghiera la domenica a salvarci e sciacquare le coscienze, non basterà chiudere gli occhi per non vedere.

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