latina ambiente(16 Marzo 2015) L’ennesima seduta consiliare andata a vuoto si è consumata questa mattina. La commissione Ambiente si è riunita alle 9.00 per votare il Piano economico finanziario della Latina Ambiente, ma i lavori si sono conclusi in un nulla di fatto. Peggio, non sono proprio iniziati perché mancavano all’appello tanto la delibera da votare quanto la maggioranza presente solo con quattro consiglieri su sette. Verificata la situazione i consiglieri del Partito democratico Omar Sarubbo, Giorgio De Marchis e Marco Fioravante hanno deciso di non rispondere all’appello facendo mancare il numero legale.

«Continua la telenovela dell’inefficienza» affermano i tre esponenti del Pd sottolineando che le (…) operazioni per arrivare al voto del Pef si protraggono ormai da mesi senza partorire alcun risultato. «Ad ottobre, in piena crisi di maggioranza – ricordano i consiglieri democratici – il presidente Luca Bracchi convocò ben quattro sedute per votare il Pef, ma fu costretto a disdirle. Due mesi dopo la maggioranza ha convocato di nuovo la commissione, all’ordine del giorno c’era sempre la votazione del Pef entro il 31 dicembre, peccato che al 29 dicembre l’assessore all’ambiente non aveva ancora consegnato la delibera relativa, dunque tutto è slittato un’altra volta. Arriviamo a questa mattina e nell’ennesima seduta convocata per votare il Piano prendiamo atto dell’ennesimo rinvio».

«Il 31 dicembre di quest’anno – sottolineano anche Sarubbo, De Marchis e Fioravante – scadrà il contratto con la Latina Ambiente. A nostro giudizio si dovrà procedere con l’individuazione, tramite gara pubblica, di un nuovo partner privato che si occupi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Anche gli ultimi fatti di questa mattina e le divisioni interne alla maggioranza dimostrano la necessità di un cambio di rotta: nell’interesse della cittadinanza, che deve tornare ad essere perseguito e tutelato in via prioritaria, si deve chiudere al più presto questa stagione segnata dall’inefficienza dei servizi di cui sono responsabili la società partecipata e una destra giunta ormai al capolinea».

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