suap latina(4 Dicembre 2014) «Oggi in commissione Commercio si sarebbe dovuto discutere dello stato organizzativo dello Sportello unico per le attività produttive al fine di elaborare proposte per migliorarne il servizio, ma nulla di tutto ciò è successo a causa dello stallo amministrativo determinato dalla crisi politica del centrodestra, tutt’altro che risolta». Il consigliere del Partito democratico Omar Sarubbo segnala l’ennesima seduta di commissione andata a vuoto per assenze istituzionali che bloccano i lavori consiliari e costringono a rimandare le attività funzionali all’azione di governo della città.

Alla seduta avrebbe dovuto partecipare la nuova dirigente del settore commercio, la dottoressa De Simone che però non ha preso parte ai lavori. «In ogni caso – afferma Sarubbo – è (…) probabile che avrebbe  avuto poco da riferire in quanto nominata solamente da qualche giorno a seguito dell’ennesimo cambio (“balletto”) di dirigenze attuato dal sindaco. Inoltre è stato impossibile convocare l’assessore di riferimento perché le divisioni all’interno della maggioranza ancora non hanno portato alla definizione e nomina della nuova giunta. Il presidente avrebbe potuto convocare il sindaco anche se, come accaduto spesso in passato, non si sarebbe presentato».

«La città, nei fatti – sottolinea Sarubbo – non ha un esecutivo che recepisca le proposte provenienti dai consiglieri nell’ambito dei lavori delle commissioni al fine di trasformarle in concreti atti di bilancio. Ancora una volta si è tenuta una costosa riunione di commissione consiliare senza che abbia prodotto nulla».

Per questo il consigliere del Pd ha invitato il presidente Di Matteo a riconvocare la commissione per discutere del Suap solamente quando avrà ricevuto dal sindaco, dagli assessori e dalla neo dirigente la disponibilità a prendervi parte, ritenendo «intollerabili ulteriori passaggi a vuoto».

«Sul piano politico – conclude Sarubbo – questa maggioranza continua irresponsabilmente a infischiarsene degli interessi generali, nel caso specifico degli interessi del comparto produttivo locale, perché ancora impegnata e incastrata nelle trattative interne per la spartizione delle poltrone».

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