Che figura di …..

regolamento commercio aree pubbliche(26 Agosto 2014) Oggi la Commissione Commercio  si è riunita per il voto definitivo al nuovo regolamento per il commercio su aree pubbliche ma la bozza proposta dall’Assessore Tripodi è stata rimandata agli uffici dopo l’intervento del sottoscritto  nel quale, regolamento alla mano, ho elencato decine di errori grammaticali, refusi, articoli scoordinati e richiami a norme sbagliate o non più vigenti.

Ne è seguito lo sconcerto dei consiglieri di maggioranza che hanno optato per il ritiro del documento  e criticato fortemente il pessimo lavoro svolto dall’Assessore Tripodi e dagli uffici.

Aldilà delle centinaia di errori di ortografia e analisi logica contenuti nel testo, si registrano anche gravi errori di sostanza:
– si preclude il centro storico al commercio ambulante ma in realtà è proprio nel centro che si organizzano le manifestazioni più importanti e attrattive
– non si distingue tra fiere istituzionali organizzate dal comune e fiere riconosciute organizzate da altri soggetti privati
– non si fa chiarezza sulle sanzioni applicabili ai trasgressori
– si richiama in più parti al pagamento della TIA che in realtà non esiste più in quanto sostituita dalla Tares
– non si tiene conto della normativa mutata in tema di somministrazione cibi e bevande e di oneri da corrispondere alla ASL
– si rimanda per i mercati sperimentali a bandi comunali che non esistono
– si limitano per errore i mercati mensili alle sole ore diurne domenicali negando ogni regola di libera concorrenza etc…etc…

Insomma un pasticcio senza precedenti che ha generato enorme imbarazzo tra tutti i consiglieri al punto tale che, la maggioranza, ha dovuto ringraziare il sottoscritto per l’intervento e rimandare la votazione a data da destinarsi.
La pubblicazione di un atto sbagliato (e in questo caso anche irregolare) , aldilà della palese figuraccia, avrebbe creato non pochi problemi agli operatori del commercio su aree pubbliche e agli organizzatori di eventi.

 “E’ evidente che i consiglieri del centrodestra, che si stavano accingendo a votare favorevolmente, non avevano letto attentamente la proposta di regolamento. Avrei potuto strumentalmente tacere fino al momento del voto in consiglio comunale e “sbattere questo obrobrio” in faccia alla maggioranza. Poi ho pensato che, aldilà di un personale e poco utile momento di gloria e visibilità personale, il danno concreto lo avrebbero pagato gli operatori ecomoci già vessati dalla crisi. Ho ritenuto più dignitoso chiedere alla maggioranza di fermarsi. Lo hanno fatto. È un buon segno ma un pessimo servizio”.

Che figura di …..

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