piano anticorruzione(28 gennaio 2014) È stato approvato in Commissione Trasparenza il Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza e l’integrità per gli anni 2014-2016. Così si conclude il biennio di presidenza di Omar Sarubbo, che a due anni e mezzo dall’inizio della consiliatura ha scelto di rimettere il proprio mandato lasciando che sia il gruppo del Partito democratico a discutere su quanto fatto ai vertici della Commissione Trasparenza e sull’opportunità di rinnovare l’incarico o valutare altre disponibilità.

Il Piano, redatto in prima stesura dal segretario generale Pasquale Russo con il coinvolgimento in seconda battuta dei dirigenti, degli stakeholder, dell’Organismo Indipendente di Valutazione e della stessa Commissione Trasparenza, recepisce le direttive stabilite dalla normativa vigente e sarà discusso per l’approvazione definitiva nella seduta di consiglio comunale in programma per giovedì 30 gennaio. «L’approvazione in Commissione – afferma Sarubbo – è un passaggio (…) importante in materia di trasparenza e prevenzione, il Piano infatti regolamenta la vita dell’amministrazione al fine di garantire impermeabilità alla corruzione, massima trasparenza e legalità».

Tra le misure e gli interventi più importanti previsti dal Piano Sarubbo e gli altri due membri della Commissione Trasparenza, De Marchis e Fioravante, rilevano: la definizione di livelli di rischio in alcuni settori amministrativi e la determinazione di misure di controllo sulle progressioni verticali, sugli appalti, sulla nomina di commissioni di gara, sui bandi e sull’affidamento di incarichi di consulenza; le procedure per la pubblicazione sul sito internet di tutti gli atti amministrativi; l’accesso dei cittadini a tutti gli atti tramite l’indirizzo accessocivico@comune.latina.it; il codice di comportamento dei dipendenti; l’istituzione della casella di posta certificata anticorruzione@comune.latina.it per un contatto più diretto e costante con la società civile; la tutela dei dipendenti che effettuano segnalazioni di illecito riscontrate in ambito lavorativo e la formazione di questi stessi dipendenti; la firma di protocolli d’intesa con altri enti per la diffusione della cultura della legalità; la nomina di responsabili anticorruzione in ogni ufficio.

«La consapevolezza di quanto la trasparenza e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica siano importanti per migliorare gli standard di legalità nella vita delle pubbliche amministrazioni – sottolineano Sarubbo, De Marchis e Fioravante – è maturata sensibilmente dagli anni ’90 ad oggi. Siamo passati da una giungla regolamentare a leggi meglio definite, utili a trasformare le nostre amministrazioni in vere e proprie “case di vetro”. Ma la legge da sola non basta. Noi amministratori – concludono i tre esponenti democratici – dobbiamo lavorare quotidianamente per garantirne l’applicazione e creare piena consapevolezza sull’utilità di questo percorso».

Annunci