renzi cuperlo civatiIn questi 20 anni il gruppo dirigente della sinistra italiana è stato amato, votato, idolatrato e soprattutto perdonato più volte dal suo popolo e dal popolo italiano. La richiesta di vittorie, rinnovamento generazionale, coerenza ai propri valori, buon esempio e buone politiche ha trovato risposte deboli fornite, talvolta, da presuntuosi personaggi che avevano smarrito una delle più grandi virtù della sinistra italiana: “la capacità di autocritica”.

Quest’ultima è stata sacrificata troppe volte sull’altare della presunzione, dell’arroganza intellettuale e delle ambizioni personali, e la conseguenza inevitabile è stata un correntismo asfissiante che ha spento gli entusiasmi, emarginato le buone volontà, allontanato molti; troppi.

In questi anni tanti giovani militanti e dirigenti hanno creduto nella bontà di autorevoli frasi fatte come “rinnovamento nella continuità”, oppure “rinnovamento dentro un patto generazionale”. Erano perlopiù balle e chi come me ci ha messo un decennio per accorgersene è colpevole e complice. Quando la sinistra si riduce ad atti di fede, o adesioni affettive, scompare e se non scompare smette di svolgere una funzione progressista e riformista.

Me ne sono accorto tardi e questo è un errore. Fosse stata anche solo ingenuità, non mi era consentita. Me ne sono accorto qualche mese fa quando ho pronunciato il primo vero “nossignore”. “Nossignore, non voto per adesione ad una corrente ma voto Salvatore La Penna perché ha trent’anni, perché è bravo, perché ha passione e perché con lui stiamo costruendo un consenso trasversale alle vecchie correnti, perché solo così la base degli iscritti ritroverà la libertà e l’agibilità necessarie per tornare ad esprimersi ed essere protagonista”. Per fortuna Salvatore ha vinto…alla grande.

Può apparire un paradosso ma ieri gli italiani ci hanno perdonato ancora partecipando in massa alle primarie, riempiendo il vuoto creato da una classe dirigente stanca ed autoreferenziale, e scegliendo un segretario che è stato capace di riempirlo. Uno spazio ed un vuoto che avrebbero colmato altri se Renzi non fosse stato in grado di suscitare nuove speranze. E allora sarebbero stati guai seri!

Voglio ringraziare Gianni Cuperlo (che ho votato) e mi dispiace che sia stato etichettato come il “rappresentante della vecchia classe dirigente”. Il tempo sarà galantuomo e chi lo conosce poco avrà modo di apprezzarlo. Io l’ho sostenuto perché è stato portatore di idee chiare sulle politiche governative (risolvere il problema esodati, progressività del fisco, investimenti pubblici in università e ricerca) e anche perché ha innovato il linguaggio della politica di questi anni urlati ponendosi con buona educazione, pacatezza dei toni, preferendo i ragionamenti agli slogan.

E’ l’idea della politica che mi piace e che mi viene naturale sostenere. E’ l’idea della politica che voglio faccia parte del PD e per la quale mi voglio spendere.

Il risultato della rossa Emilia Romagna ha già fatto notizia. Il fatto che Renzi abbia preso il 71%  in quei territori dimostra una cosa: Renzi non ha cancellato la sinistra ma è stato scelto dalla sinistra. Comprendiamolo.

PS. Grazie a tutti gli elettori e grazie ai migliaia di volontari che hanno organizzato e lavorato ai seggi per passione e per l’Italia.

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