Piano del Commercio. In Consiglio porteremo le proposte della città.

negozi-chiusi(Comunicato del 26 Settembre 2013) La commissione commercio ha votato oggi, con una fretta sospetta, il nuovo piano del commercio del Comune di Latina. I componenti della commissione del Partito democratico si sono astenuti, “perché questo piano è pessimo e inutile. Tenteremo di migliorarlo in consiglio domunale”, commenta il consigliere del Pd Omar Sarubbo.
“Questo è un ‘non piano del commercio’ – commenta Sarubbo -È un regolamentino fatto in fretta e male, che non risolve alcun problema per il settore, che non crea nessuna occasione di sviluppo. Semplicemente offre la possibilità a qualche imprenditore edile di costruire altre volumetrie commerciali mentre la maggior parte dei negozi chiude”.
“Ci siamo astenuti dal voto in commissione – spiega il consigliere del Pd che è (…) anche presidente della commissione trasparenza – nella speranza di riaprire un percorso migliorativo che, da qui al voto in aula, induca la maggioranza ad aprirsi alle proposte altrui con l’intelligenza e la generosità che chi governa dovrebbe avere e che fino a oggi non ha dimostrato”.
Tante e difficili le problematiche che affliggono il piano del commercio.
“Manca uno studio  economico aggiornato e un’analisi del comparto commerciale che giustifichi le scelte fatte  – afferma Sarubbo –  il piano che hanno votato oggi si fonda su uno studio datato e superato (direi antico) fatto nel 2003 dall’Architetto Marchetti il quale fotografava una realtà che purtroppo, dopo la crisi, non esiste più”.

Il bando esplorativo al quale si fa riferimento nella individuazione delle aree su cui poter costruire è del 2008 e quindi anche questo non corrispondente all’attualità.

Mancano inoltre il piano del traffico comunale, contenente l’analisi del traffico e l’impatto a seguito dell’allocazione di nuove grandi strutture commerciali; l’analisi degli insediamenti abitativi e residenziali; i censimenti annuali del commercio dal quale si può evincere quanti negozi aprono, quanti chiudono,  perché e quale tipo di attività praticavano.  Inoltre in questi giorni la Regione Lazio sta predisponendo le nuove linee guida in materia che il Comune non ha minimamente considerato. Queste potrebbero addirittura stravolgere o annullare ogni decisione assunta oggi dalla maggioranza. Il centrodestra non ha avuto neppure la saggezza di attendere questo documento.

“Manca soprattutto il confronto con le categorie professionali, sindacali e dei consumatori liquidate con una convocazione in commissione e un fax con il quali si invitavano a offrire pareri  -spiega ancora il presidente – e in tutta la discussione, a parte una comparsata qualche mese fa, è mancato l’assessore.

Il PD si impegna, prima che il piano vada in consiglio comunale, a incontrare tutte le categorie e i soggetti interessati per costruire insieme a loro una  vera proposta utile alla città e che serva gli interessi generali e non solo quelli di qualcuno. Stimoleremo un percorso realmente partecipativo (e non solo formalmente) – conclude Omar Sarubbo – porteremo in aula gli emendamenti e le proposte del PD e della città”.

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