Cultura e Sport a Latina prigionieri dell’assenteismo della maggioranza.

(Comunicato del 9 Novembre 2012) La seduta della commissione cultura di oggi è saltata per mancanza di numero legale. In aula solo gli esponenti del Pd. Erano assenti il presidente Tripodi, il vice Ripepi. All’appello, fatto dal consigliere anziano Cesare Bruni, era presente solo il Partito democratico.

Dopo settimane di inerzia il presidente – che aveva pubblicamente denunciato di non avere elementi concreti sui quali discutere – su pressante richiesta del Pd, che ha anche suggerito 32 punti da inserire all’ordine del giorno, aveva convocato la commissione, ma poi la maggioranza ha fatto saltare la seduta per mancanza di numero legale.

“A noi importa poco se l’assenza della maggioranza sulle politiche culturali e dello sport sia il frutto del disinteresse, di divisioni interne o di incapacità – commenta il consigliere comunale del Pd Omar Sarubbo -, (…) il tema è che purtroppo il prezzo di questo atteggiamento non viene pagato dagli eletti in consiglio comunale, ma dai cittadini, dalle associazioni e dagli operatori della cultura”.

“Abbiamo letto grande risonanza per il fatto che Latina sia stata insignita “Città europea dello sport” per il 2013 – sottolinea la consigliera del Pd Nicoletta Zuliani – ma ciò comporta una serie di impegni importanti e gravosi per una città che non riesce nemmeno a riunire la commissione”.

La nomina di Bruxelles impone, come riportato sul sito istituzionale del Comune, “la creazione delle politiche dello sport, per lo sviluppo delle infrastrutture e modelli di gestione che favoriscono allo sport di facilitare lo sviluppo sociale di processi di integrazione nelle aree sociali più svantaggiate della società: disabili, anziani, gli adolescenti in situazioni a rischio e gli immigrati”.

Essere “Città europea dello sport” chiama a Latina di essere “positivo ed etico esempio di politica sociale che deve essere attuata in altri contesti; nelle strategie, nei concetti e nella distribuzione di programmi. Questa iniziativa deve essere vista dalle città europee come un progetto comune, assume i caratteri di un quadro istituzionale di responsabilità etica”.

“Con molto rammarico devo constatare che si tenta di arrivare a livelli alti – aggiunge la Zuliani – ma nel concreto mancano i presupposti di coesione sociale e di collaborazione interistituzionale alla base delle politiche in questo settore. Da sei mesi, per esempio, stiamo aspettando che sia definito il bando per l’assegnazione degli impianti sportivi a Latina mentre le associazioni sono costrette a sostenere i costi che il Comune non riesce a pagare”.

“Insisto -. conclude Sarubbo – O il sindaco Di Giorgi (che mantiene la delega assessorile alla cultura e allo sport) e il presidente Tripodi sono in grado di lavorare con la città e i suoi rappresentanti oppure lascino perdere”.

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