(Comunicato dell’8 Novembre 2012) Parte la campagna per l’istituzione dei referendum comunali, istituto previsto nello statuto del Comune di Latina, per il quale non è mai stato approvato un regolamento attuativo.

«La politica non è sufficiente a se stessa nel risolvere i tanti problemi del Paese – commenta Omar Sarubbo, presidente della commissione trasparenza del Comune di Latina e consigliere comunale del Partito democratico – . Va incentivata piuttosto una larga partecipazione popolare, va restituito potere ai cittadini di contribuire alla formazione delle scelte più importanti che le amministrazioni compiono e che incideranno direttamente sulla loro vita quotidiana. Anche le istituzioni sono chiamate a questo (…)compito».

Motivi questi che sono alla base dell’impegno delle prossime settimane rivolto a chiedere che al più presto anche il Comune di Latina proceda, come hanno fatto centinaia di enti locali in Italia, alla redazione del regolamento per l’indizione dei Referendum Consultivi Comunali. Il Decreto Legislativo 267 lo prevede già dal 2000 ed anche l’art. 77 del Comune di Latina regola in parte la materia.

«Il Comune ha però rimandato l’adozione di questo importante strumento democratico a un regolamento che nei fatti non è stato mai redatto – spiega Sarubbo – e dunque a oggi i cittadini non possono esprimersi attraverso il voto su materie di interesse cittadino.

Parliamo di diritti civili negati nonostante lo strumento legislativo consenta da 12 anni di colmare questa lacuna».

Parte dunque la campagna cittadina per pressare e convincere gli amministratori a compiere questo importante passo.

Su www.petizionionline.it si può firmare la richiesta di istituzione del referendum comunale e lo stesso si può fare accedendo dal sito www.omarsarubbo.it oppure recandosi ai banchetti che a giorni saranno organizzati in città. Chi volesse offrire il proprio contributo anche raccogliendo firme può richiedere i moduli cartacei a omarsarubbo@gmail.com.

«È una campagna per la trasparenza e la partecipazione democratica – conclude Omar Sarubbo – alla quale tutti possono aderire senza divisioni di sigle associative, partitiche, ideologiche. Ridare fiducia al Paese è possibile ma non può essere un percorso sganciato dall’ampliamento delle forme della partecipazione democratica».

La seduta della Commissione Trasparenza di domani, venerdì 9 novembre, sarà dedicata a conoscere le ragioni e i fatti che hanno determinato il ritardo nell’applicazione dell’istituto.

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