Nei tempi difficili che viviamo monta la rabbia di chi soffre gli effetti negativi della crisi economica ed assiste disgustato allo spettacolo deprimente di una classe dirigente incapace di trovare una via d’uscita, che non sa autoriformarsi, che spreca, che in alcuni casi si è resa protagonista di gravi ruberie.

In questo clima sarebbe assai facile e conveniente per un giovane dirigente come me cavalcare  l’idea di un conflitto generazionale scevro da contenuti oppure strumentalizzare il dilagante sentimento anticasta. Sono scorciatoie politiche utili a farsi notare ma non è quello di cui ha bisogno un Paese in ginocchio. Questo non è il tempo della rottamazione ma di chi sa unire le energie migliori del Paese organizzandole in un insieme di necessario rinnovamento ed esperienza (…)

Appartengo ad un movimento popolare e non populista perché credo ancora nella nobile funzione della politica di essere luogo di valori ed opportunità di confronto civile, di saper unire generazioni ed idee, produrre partecipazione attiva attorno a progetti e non contro qualcuno o qualcosa. Per creare questi luoghi della democrazia non serve un leader solo al comando ma persone capaci di alimentare e rappresentare il nuovo protagonismo civico e sociale dell’Italia che ce la vuole fare, dell’Italia dichiaratamente progressista.

Per questo ritengo che il Segretario del mio partito Pier Luigi Bersani sia l’uomo giusto per vincere le elezioni politiche del 2013 e tenere unita la coalizione e la squadra di governo futura. Da amministratore locale, Ministro, Segretario, Bersani ha sempre dimostrato di essere rinnovatore, coraggioso, di sinistra, uno statista. Lo sanno tutti, compresi i suoi detrattori.

Da segretario ha mantenuto l’impegno di promuovere le giovani generazioni ad ogni livello organizzativo, a partire dalla propria segreteria.

Da Ministro, con il decreto liberalizzazioni, ha sfidato, come nessuno aveva fatto in precedenza, i poteri forti, le corporazioni e le caste che impedivano la crescita in molti settori della nostra economia: le società di telefonia, le banche, le farmacie, gli studi notarili, le compagnie assicurative.

Da candidato alle primarie sta compiendo una battaglia di verità promuovendo un patto di legislatura tra progressisti e forze di centro di stampo costituzionale ed europeista; un patto che marchi una forte discontinuità rispetto ai governi precedenti.

L’obiettivo è uscire dalla crisi aggiungendo alla matematica dei tagli di spesa la politica degli investimenti nei beni e valori comuni: la dignità del lavoro, l’istruzione, la sicurezza, l’ambiente e l’innovazione, i diritti civili. La sua visione di lungo periodo ha l’obiettivo dichiarato di affrancare l’Italia dai guasti economici e sociali del tracollo liberista.

Ho votato Bersani Segretario affinché affermasse questa linea nel Partito per poi farla vivere dentro l’azione del futuro governo. Non sostenere Bersani equivale a tornare indietro.

Omar Sarubbo

Annunci