«Che fine ha fatto il regolamento per la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo?». Il consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione trasparenza Omar Sarubbo sollecita la regolamentazione dello strumento con il quale l’amministrazione offre la possibilità alle imprese costruttrici e ai privati titolari di licenza di realizzare direttamente le opere pubbliche a ridosso delle abitazioni anziché pagare gli oneri dovuti all’amministrazione.

«Una modalità di realizzazione delle opere utili alla collettività  che si rende ancor più necessaria nel momento di crisi in cui anche le amministrazioni locali hanno (…) dovuto subire in parte la stretta  dei tagli dei trasferimenti da parte dello Stato», aggiunge Sarubbo.

Si tratta di opere indispensabili per urbanizzare l’area interessata dall’intervento edilizio.

Sembrava averlo compreso addirittura l’amministrazione comunale di Latina che in commissione lavori pubblici ha iscritto decine di volte il punto all’ordine del giorno: “modifica regolamento per la realizzazione di opere a scomputo totale o parziale degli oneri dovuti al Comune”.

«Ne abbiamo discusso decine di volte – commenta il consigliere del Pd – ogni gruppo ha portato il suo contributo ma da mesi non se ne parla più e non si capisce che fine abbia fatto la bozza del nuovo regolamento».

Eppure si tratterebbe di un provvedimento utile a trecentosessanta gradi.

«I miglioramenti al regolamento sono utili alle imprese che hanno bisogno di vedere alleggerita la burocrazia – spiega il presidente -, ne ha bisogno il Comune perché nel nuovo regolamento deve costruire meccanismi di vigilanza sulla qualità e sicurezza del lavoro che le imprese sono chiamate a fare, servono ai cittadini che spesso si trovano a vivere in quartieri senza alcun servizio e nel quale sia il costruttore sia l’amministrazione si sono resi latitanti».

Un’altra occasione persa, questa, nella quale l’amministrazione ha dato prova di essere “allergica”  a qualsiasi strumento regolatore o pianificatorio in materia di organizzazione territoriale ed edilizia.

«Noi – sostiene ancora Sarubbo – ancora una volta abbiamo dato dimostrazione di saper discutere di ogni argomento ipoteticamente utile alla cittadinanza sgombrando il campo da pregiudizi o prese di posizione ostili a prescindere  dai contenuti. Ora però abbiamo atteso oltre il tempo ragionevolmente consentito e chiediamo dunque che il regolamento approdi in aula per essere discusso da tutti nel merito».

Oggi il consigliere ha presentato una interrogazione all’assessore Di Rubbo per sapere se il Comune è ancora interessato ad apportare migliorie al regolamento oppure ha cambiato idea.

«Sui regolamenti per la realizzazione delle opere e sui regolamenti edilizi il Comune non deve più nicchiare- conclude il consigliere Pd Sarubbo -. Sono strumenti che vanno rivisti nell’ottica di migliorare la qualità della vita senza consumare o deturpare ulteriore territorio, patrimonio storico e architettonico».

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