Centro sociale a B.go Piave. Il Comune rischia di perdere 400 mila euro.

“La gara a evidenza pubblica per la ristrutturazione della vecchia scuola di Borgo Piave è stata fatta, c’è una ditta vincitrice, cosa si aspetta dunque a far partire i lavori?”. Il consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione trasparenza Omar Sarubbo lancia l’allarme: se non si stringono i tempi c’è il rischio di perdere i finanziamenti necessari a convertire l’ex scuola in un centro sociale.

“Già il 19 aprile scorso – ricorda Sarubbo – avevo raccomandato attenzione e manifestato preoccupazione in merito al ritardo dell’apertura dei cantieri della vecchia scuola di Borgo Piave. Ho chiesto spiegazioni dei ritardi agli uffici e formalmente al dirigente competente in una seduta della commissione lavori pubblici che si è tenuta a luglio. In quella occasione siamo stati rassicurati sui tempi brevi (…) di apertura del cantiere. Siamo arrivati a settembre ma nulla è successo.”

L’ex scuola verrà ristrutturata grazie a un finanziamento della Regione Lazio di 370mila euro stanziato dalla Giunta Marrazzo il 7 agosto 2009 (finalizzato con Determinazione Regionale del 3 febbraio 2010).

Ma l’inerzia dell’amministrazione sta mettendo a rischio tutta l’operazione, molto importante dal punto di vista sociale per Borgo Piave: se entro la fine dell’anno non aprono i cantieri, il rischio è che  i soldi torneranno al mittente.

Per evitare di perdere un finanziamento importante il consigliere del Partito democratico ha preparato un’interrogazione scritta e urgente per chiedere all’assessore Di Rubbo le motivazioni del ritardo nell’apertura dei cantieri e spiegazioni circa lo stato dell’iter.

“Noi del Partito democratico – conclude il consigliere Omar Sarubbo – ci siamo impegnati tantissimo accanto ai residenti per far avere a Borgo Piave le risorse economiche necessarie a ristrutturare la ex scuola e a costruire un centro sociale nel quale parrocchia, scout, associazioni e cittadini potessero svolgere attività sociali, culturali e ricreative. O il Comune si muove o rischiamo di perdere i fondi regionali dopo tanto lavoro”.

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