Amianto e liquami all’isola ecologica. Latina Ambiente inquina, il Comune tace. Si intervenga subito.

(Comunicato del 22 Agosto 2012) «Abbiamo appreso con profonda preoccupazione dello stato di degrado ambientale nel quale sono costrette a vivere alcune famiglie residenti dietro l’isola ecologica della Latina Ambiente in Via Bassianese». Il consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione trasparenza del Comune di Latina Omar Sarubbo ha verificato di persone, recandosi immediatamente sul posto con il coordinatore del circolo Pd centro Gioacchino Quattrola, la situazione di criticità segnalata da un gruppo di residenti che si è riunito in un comitato intitolato pioniere della bonifica Tullio Cozzi.

«Situazioni critiche e da chiarire senza indugi» commenta Sarubbo.

«Aldilà dei rumori e cattivi odori ai quali i residenti si sono dovuti abituare – spiega Quattrola – è molto preoccupante (…)  lo stato fatiscente e pesantemente usurato delle coperture di amianto dei capannoni occupati dalla Latina Ambiente e in più è urgente analizzare gli scarichi che provengono dagli impianti della partecipata che vengono immessi nelle scoline dei campi».

La scelta dei residenti di riunirsi in un comitato viene dopo anni di richieste a politici e amministratori che puntualmente, dopo aver manifestato simbolicamente la loro solidarietà,  hanno snobbato la  preoccupante vicenda. È arrivato dunque il momento di far chiarezza.

«Noi li aiuteremo a ottenere le risposte che cercano – garantisce Sarubbo -, a individuare le eventuali responsabilità amministrative e a risolvere definitivamente il problema».

Il presidente della commissione trasparenza annuncia un’interrogazione all’assessore all’Ambiente «per sapere se conosce il problema e cosa intende fare per risolverlo»; la richiesta di audizione della Latina Ambiente in commissione trasparenza «per spiegare la natura di questi disagi e come eventualmente intende contribuire alla loro rimozione»; la richiesta urgente all’Arpa di analizzare le acque di scarico provenienti dall’isola ecologica della società. «Una città civile non può permettersi un degrado ambientale di questo tipo – concludono Omar Sarubbo e Giocacchino Quattrola – neanche se circoscritto a una piccola zona extraurbana».

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