Squallido e deprimente. Potrei terminare qui il mio giudizio politico sul passaggio in maggioranza di Maurizio Patarini, eletto un anno fa nelle file del centrosinistra, e confluito questa mattina nel gruppo Città Nuove della Presidente Polverini: il gruppo più a destra del Consiglio Comunale. Quello nel quale sono iscritti Gianni Chiarato (strenuo difensore dell’opera di Zaccheo che considera il Duce il più grande statista del secolo scorso) e Cesare Bruni (consigliere comunale da 20 anni, responsabile di tutte le scelte sin qui operate dal centrodestra e coordinatore in piazza S.Marco delle cerimonie fasciste in occasione dei funerali di Finestra). Potrei chiudere il mio intervento in questo modo con due aggettivi e un paio di descrizioni ed invece sento di dover proseguire approfittando dell’accaduto per concedermi qualche riflessione anche perché in questi mesi ho trattato Patarini come un amico e non intendo (…)dunque fargli nessuno sconto nella critica.

Maurizio Patarini fa politica da pochissimo, credo che non abbia neppure 40 anni, ed è passato nel giro di 4 o 5 anni dalla candidatura con la lista Cirilli, all’impegno associativo ambientalista, all’adesione al programma di Moscardelli, per confluire poi nell’attuale maggioranza capitanata da Di Giorgi.

Il consigliere ambientalista che vuole realizzare il progetto della metro leggera, sparare agli storni in ogni stagione per evitarne la sosta in città, e vendere immobili pubblici per fare cassa in realtà non ha mai fatto l’opposizione e mi preme dunque rasserenare tutti i nostri sostenitori che il centrosinistra oggi non perde nulla. La debolezza del pensiero politico patariniano e la subalternità alle proprie evidenti aspirazioni di carriera gli ha sempre impedito di opporsi a questa maggioranza che, comprendendone le ambizioni, se l’è preso. Pensate che neppure fu capace di votare contro il piano economico finanziario della Latina Ambiente: un fatto dovuto per chi fa opposizione e vuole liberare la città da questi gangli di potere che sono le società partecipate incapaci di buona erogazione di servizio pubblico. Non siamo né stupiti né indeboliti e questo volevo fosse chiarito a chi rischia di preoccuparsi inutilmente.

Successivamente mi permetto, utilizzando l’ex ambientalista Patarini come esempio, di lanciare un sincero avvertimento ai “nuovisti” dell’ultimora; quelli che individuano il bene nel non aver mai aderito ad un partito o nell’essere giovane o nell’essere stato eletto per la prima volta. Mi sia concesso di dire (e ne siete consapevoli anche voi) che queste condizioni sono di certo favorevoli alla creazione di nuova classe dirigente ma non ne sono causa sufficiente. Si deve vigilare in ogni dove (dentro e fuori i partiti) perché è “in ogni dove” che i “Cetto Patarini” risiedono. Paradossalmente (e non vi stupirà neppure questo) i partiti sono meno impermeabili a certe infiltrazioni inquinanti perché, seppur malandate, posseggono regole che possono fungere da anticorpi. Non è un caso che il PD non lo ha né cercato né candidato ma che invece si sia candidato con una lista civica di sostegno al Sindaco Moscardelli

Infine una necessaria autocritica. Se il centrosinistra pensa di poter vincere un giorno a Latina portando via singoli elementi dal campo avversario non ha capito proprio nulla e questi sono i risultati. Noi abbiamo bisogno di un programma credibile e riformista per lo sviluppo e di rinnovare e migliorare la classe dirigente che lo deve rappresentare. Aver candidato Patarini è stato un errore. Facile dirlo col senno di poi ma ancor più facile sarebbe non dir nulla affidando il mio intervento ad uno sguardo al cielo a maledir il fato cinico e baro.

Chiudo ringraziando di cuore Maurizio Patarini per l’esempio negativo che sta offrendo alla città. Servono anche quelli.

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