(Comunicato stampa del 24 Aprile 2012) Il Comune di Latina riesce a distinguersi per essere contro corrente su tutto. Anche in tema di liberalizzazioni delle licenze commerciali, malgrado la nota matrice ideologica neoliberale dell’assessore Picca, il comune di Latina adotta una politica restrittiva e protezionistica.

«Il rilascio delle licenze commerciali per l’apertura di nuovi bar o altre attività di ristorazione – dichiara il consigliere comunale del Pd e componente della commissione commercio Omar Sarubbo – secondo le disposizioni legislative vigenti da anni e riprese dalle ultime manovre finanziarie, deve essere (…) libero e non può essere controllato da parte del Comune. La normativa prevede infatti la possibilità per gli enti locali di limitare solo in particolari ambiti territoriali (come il centro storico) la concessione delle licenze soltanto per motivi qualitativi come problemi di traffico o passaggi pedonali e non per problematiche quantitative».

«Ci sembra assurdo – aggiunge il consigliere del Pd Alessandro Cozzolino – che in tutti i Comuni della provincia si rilascino da anni licenze per bar e altre attività con tempi di attesa brevissimi (una settimana) mentre a Latina con un’interpretazione antistorica delle norme addirittura si neghi un diritto stabilito dalla legge motivandolo con la mancanza del regolamento che lo stesso Comune dovrebbe adottare e che comunque non è vincolante».

«Diversi giovani imprenditori – spiega il capogruppo del Partito democratico Giorgio De Marchis – per aprire un’attività sono costretti a forzare la mano rischiando di dover andare in tribunale per vedersi riconoscere il diritto all’apertura di un’attività economica che l’ente locale si rifiuta di riconoscere, uno dei pochi casi nel Lazio e in Italia. Non ci sembra che questo sia il modo corretto di amministrare una città e di rilanciare l’economia. Ci troviamo davanti a un’impostazione medievale della politica economica cittadina che pensiamo vada superata nel più breve tempo possibile»·

«Chiederemo alla commissione commercio – concludono i consiglieri Cozzolino, De Marchis e Sarubbo – di occuparsi del regolamento e comunque porremo da subito un quesito al settore avvocatura perché, a nostro modo di vedere, le procedure di diniego messe in atto dal Comune sono illegittime e infondate. Chiediamo pertanto, come succede nel resto del Paese, che anche a Latina vengano recepite, seppur con grave ritardo, le norme sulle liberalizzazioni e si possano rilasciare senza impedimenti le licenze per l’apertura di nuovi bar e di altre attività di ristorazione non costringendo le persone a pagare centinaia di migliaia di euro per acquistare una licenza per aprire un’attività commerciale».

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