Arsenico nell’acqua: accelerare i tempi, ridurre le tariffe.

(Comunicato stampa del 18 Gennaio 2012) I cittadini dei borghi di Latina Nord sono giustamente arrabbiati per la situazione di disagio che sono costretti a vivere e per la lentezza con la quale Acqualatina S.p.A. sta affrontando il problema della dearsenizzazione dell’acqua.

Più di un anno fa con il Comitato per la salute pubblica dei borghi abbiamo lavorato per sollecitare una soluzione veloce e definitiva del problema della presenza dell’arsenico nell’acqua. Abbiamo denunciato il problema nel Dicembre 2010, abbiamo raccolto centinaia di firme all’inizio del 2011 per chiedere una riduzione delle tariffe ed abbiamo prodotto un esposto alla procura della Repubblica per denunciare l’interruzione di servizio. Eppure ad oggi poco o nulla è stato fatto e nei nostri borghi siamo ancora costretti ad assistere a scene da dopoguerra con le persone in fila alle botti pubbliche per (…) procurarsi la fornitura giornaliera di acqua.

Un disagio ancora più oneroso dal punto di vista economico è quello subito dalle molte aziende artigianali del territorio che si occupano della trasformazione e produzione di alimenti.

A tutto ciò Acqualatina risponde con un incomprensibile trionfalismo e con una inaccettabile sufficienza affidando a qualche volantino la propria autodifesa. La società continua a far riferimento al Dicembre 2012 come data ultima per la soluzione del problema ma ci teniamo a ricordare che quella è la data ultima e non l’obiettivo.

L’arsenico non è arrivato da solo da un giorno all’altro ma la presenza è cresciuta perché negli anni la società che gestisce il servizio non ha operato le misure tecniche necessarie.

Il PD chiede alla società Acqualatina S.p.A. di accelerare i tempi del piano di rientro delle percentuali di arsenico nei limiti stabiliti per legge;

al Sindaco di Latina ed alla Conferenza dei Sindaci ATO4 di adoperarsi in tal senso e di prevedere anche la possibilità di sconti in bolletta per la cittadinanza dei borghi che da più di un anno vive questo disagio. Tale possibilità è suffragata anche dalla relazione semestrale del Garante del Servizio Idrico del Lazio che a più riprese ha sostenuto l’esigenza di «effettuare un’adeguata valutazione sulla riduzione della tariffa con riferimento alla fornitura di acqua non idonea al consumo umano».

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