Latina nel baratro. I risultati della classifica sulla qualità dell’ecosistema realizzata da Legambiente e pubblicata sul Sole 24 Ore di ieri non lascia adito ad equivoci.

Su 103 Comuni Latina è al centesimo posto e solamente Palermo, Crotone e Catania hanno fatto peggio del capoluogo pontino.

Il sistema della depurazione è inadeguato, la rete idrica “fa acqua da tutte le parti”, ci sono 100 macchine ogni 100 abitanti ed il trasporto pubblico è drammaticamente carente. Le aree verdi sono poche, le zone ZTL non esistono, le polveri sottili ed il biossido di azoto sono padroni dell’aria che respiriamo, il sistema dello smaltimento dei rifiuti è mal gestito.

Perché è successo?

Semplice, per colpa del centrodestra che ha amministrato la città per 17 anni consecutivi.

In tutto questo tempo l’unica cosa realizzata e che ha salvato Latina dal 103esimo posto è la pista ciclabile di Via del Lido. Il resto è il niente. Un costosissimo niente.

Peggio di così non si può ed allora dobbiamo pensare di risalire la china programmando una nuova stagione nella quale le politiche ambientali vengano considerate prioritarie per garantire la qualità della vita dei cittadini di Latina.

Lo straordinario paesaggio che ci circonda, e che i nostri amministratori non si sono meritati, è la nostra risorsa più preziosa e ce lo dobbiamo mettere bene in testa. E’ una risorsa occupazionale, ambientale, culturale. Dobbiamo e possiamo tornare a valorizzarla ma per prima cosa abbiamo bisogno di cambiare la vecchia classe dirigente di Latina candidando e sostenendo nuove energie, nuove competenze, nuove generazioni. Il prossimo turno elettorale sarà dunque cruciale per il futuro di tutti. Cittadini, ce lo dobbiamo proprio regalare questo meritato cambiamento.

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