Per Claudio Lecce e Giorgio De Marchis

Se la caduta del sindaco di Latina rappresenterà la fine di un ciclo di centrodestra o se sarà solamente un incidente di percorso per i nostri avversari dipenderà da noi e dalla capacità che avremo nelle prossime settimane di rappresentare l’alternativa ad un modello inefficace, clientelare e che ha impoverito per 17 anni la città.

E’ palpabile nel capoluogo un clima di forte sfiducia nei confronti delle forze politiche di destra che rischia di divenire un ingeneroso e qualunquista giudizio generale su tutta la classe politica. Il PD ed altre forze di centrosinistra, da sempre con determinazione all’opposizione, non lo meritano e non possono permetterlo.

Per scongiurare tale giudizio è opportuno marcare la differenza rispetto ad una destra che nel Paese si è data un’organizzazione verticistica e di stampo poco democratico.

Il PD è un partito, che a differenza del PDL, ha scelto di appartenere ai propri iscritti ed elettori e non è proprietà di chi di volta in volta si trova a governarlo.

Da noi ci si attende una svolta di forma e sostanza e a tal proposito sono fermamente convinto che dobbiamo al più presto scegliere (come stabilito dallo statuto nazionale del nostro partito*) di percorrere la strada delle elezioni primarie di coalizione per decidere il nostro candidato a sindaco di Latina ed organizzare un ciclo di incontri pubblici al quale chiamare le forze organizzate disponibili – politiche, civiche ed associative – ed i cittadini per redigere il programma da proporre alla città.

Credo che in questa delicata fase non sarà sufficiente, come già tentato in passato, un accordo tra segreterie dei partiti che abbozzi il solito programma frutto di estenuanti mediazioni al ribasso e che scelga al proprio interno il candidato della coalizione seguendo le antiche logiche dei tavoli della trattativa.

In questo momento storico abbiamo il compito di essere differenti, più credibili, più democratici.

Affidare a migliaia di cittadini la scelta del candidato può dar fiducia a loro e può dar forza ai partiti di centrosinistra e a quanti stanno lavorando per il cambiamento attraverso la formazione di liste civiche.

In molti  nel PD si sono espressi in passato in favore dell’opportunità di tenere le elezioni primarie. Spero che nel dibattito interno che seguirà, e che vi invito ad avviare,  prevalgano le ragioni della coerenza su quelle del calcolo di parte e della paura.

Cordialmente,

Latina 7 Settembre 2010

(*)STATUTO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

ART 1 Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

ART 18 I candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione vengono scelti attraverso il ricorso alle primarie di coalizione…Qualora non si svolgano primarie di coalizione, si procede con le primarie di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione, per la scelta del candidato comune non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente.

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3 pensieri su “Per Claudio Lecce e Giorgio De Marchis

  1. concordo con il messaggio

    ma l’articolo odierno di LatinaOggi rappresenta di nuovo una fantasiosa ricostruzione giornalistica o e’ scattata la caccia alle streghe per i non allineati??

    Quella
    sobrietà che, evidentemente, è
    mancata all’ex segretario comunale
    dei Ds Omar Sarubbo. Non
    è piaciuto alla direzione del Pd il
    suo sfogo per chiedere le primarie
    per la scelta del sindaco.
    «Appare singolare – ha commentato
    il segretario provinciale
    – che coloro i quali avendo
    concorso operativamente al dibattito
    ottenendone significativi
    riconoscimenti, agitino prese di
    posizione pretestuose e strumentali,
    finalizzate solo a soddisfare
    personalismi sterili in contrasto
    con quanto deciso poche
    ore prima». A proposito di passi
    falsi da evitare.

    saluti e buon lavoro

  2. che ti devo dire Cri! non tutti hanno la nostra storia e il nostro stile. 1 mese fa abbiamo organizzato un seminario dell’Area Bersani a Priverno all’interno del quale si è discusso di politiche per il territorio e di organizzazione del Partito. Il giorno dopo sulla stampa Ciarlo ci definiva “vecchio ceto politico autoreplicante”.
    L’altro giorno ho detto che credo sia più utile fare le primarie per scegliere il candidato sindaco e Lecce mi risponde “inutile prese di posizione pretestuose e strumentali, finalizzate solo a soddisfare personalismi sterili”.
    Che vuoi che ti dica. Si sta scegliendo la censura al dibattito politico.
    Sono iscritto dal 98. Fino ad ora la tentazione di andarmene non mi aveva mai sfiorato…fino ad ora.
    ciao caro
    a presto e resta all’estero che è meglio 🙂

  3. come ha detto un nostro amico:

    ” Lecce è odiernamente il mio segretario, certo. e comunque fa tutto parte della dialettica precongressuale” e poi ” cmq io tifo bari!”

    …che dire..saggezza meridionale!

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