Se la caduta del sindaco di Latina rappresenterà la fine di un ciclo di centrodestra o se sarà solamente un incidente di percorso per i nostri avversari dipenderà da noi e dalla capacità che avremo nelle prossime settimane di rappresentare l’alternativa ad un modello inefficace, clientelare e che ha impoverito per 17 anni la città.

E’ palpabile nel capoluogo un clima di forte sfiducia nei confronti delle forze politiche di destra che rischia di divenire un ingeneroso e qualunquista giudizio generale su tutta la classe politica. Il PD ed altre forze di centrosinistra, da sempre con determinazione all’opposizione, non lo meritano e non possono permetterlo.

Per scongiurare tale giudizio è opportuno marcare la differenza rispetto ad una destra che nel Paese si è data un’organizzazione verticistica e di stampo poco democratico.

Il PD è un partito, che a differenza del PDL, ha scelto di appartenere ai propri iscritti ed elettori e non è proprietà di chi di volta in volta si trova a governarlo.

Da noi ci si attende una svolta di forma e sostanza e a tal proposito sono fermamente convinto che dobbiamo al più presto scegliere (come stabilito dallo statuto nazionale del nostro partito*) di percorrere la strada delle elezioni primarie di coalizione per decidere il nostro candidato a sindaco di Latina ed organizzare un ciclo di incontri pubblici al quale chiamare le forze organizzate disponibili – politiche, civiche ed associative – ed i cittadini per redigere il programma da proporre alla città.

Credo che in questa delicata fase non sarà sufficiente, come già tentato in passato, un accordo tra segreterie dei partiti che abbozzi il solito programma frutto di estenuanti mediazioni al ribasso e che scelga al proprio interno il candidato della coalizione seguendo le antiche logiche dei tavoli della trattativa.

In questo momento storico abbiamo il compito di essere differenti, più credibili, più democratici.

Affidare a migliaia di cittadini la scelta del candidato può dar fiducia a loro e può dar forza ai partiti di centrosinistra e a quanti stanno lavorando per il cambiamento attraverso la formazione di liste civiche.

In molti  nel PD si sono espressi in passato in favore dell’opportunità di tenere le elezioni primarie. Spero che nel dibattito interno che seguirà, e che vi invito ad avviare,  prevalgano le ragioni della coerenza su quelle del calcolo di parte e della paura.

Cordialmente,

Latina 7 Settembre 2010

(*)STATUTO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

ART 1 Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

ART 18 I candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione vengono scelti attraverso il ricorso alle primarie di coalizione…Qualora non si svolgano primarie di coalizione, si procede con le primarie di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione, per la scelta del candidato comune non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente.

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