10% di disoccupazione. Ecco i numeri.

E’ un articolo un po’ lungo tratto da Repubblica del 23 Aprile 2010) ma con un po’ di pazienza si può apprendere l’inquietante quadro della disoccupazione e della crisi economica del nostro Paese. Numeri veri in risposta alle fantasiose teorie del Governo (incautamente ottimista e negazionista) in materia.

ROMA – Standard & Poor’s la pensa come la Cgil: il tasso di disoccupazione in Italia supera il 10%. Prometeia ritiene invece che si arriverà all’11%. A pesare nella valutazione delle agenzie di rating e degli istituti di ricerca sono ancora i numeri enormi sulla cassa integrazione e il rischio che, a scadenza delle tutele sociali, molti cassintegrati restino senza occupazione. Sul futuro prossimo incidono le scelte industriali di grandi gruppi come Telecom – che ha appena annunciato 6.800 esuberi (2.300 già previsti e 4.522 “nuovi”) da sistemare entro il 2012 – , ma soprattutto le tante crisi sconosciute sparse sul territorio; quelle nelle piccole e medie aziende dove la ripresa annunciata non si è ancora vista e dove invece continua a provocare effetti la lunga coda della crisi. Il terzo punto settimanale di Repubblica.it inizia dalla cigs scaduta alla Kme.

Sabato 17 aprile – Scade dopo un anno la cassa integrazione straordinaria per i circa 700 lavoratori della Kme di Fornaci di Lucca (ex Europametalli). In vista dell’incontro con l’azienda, il sindacato ritiene possibile attivare i contratti di solidarietà per evitare tagli al personale. Lo afferma Vincenzo Cinquini, segretario della Fim Cisl.

Scade il periodo di ferie imposto a sette dipendenti su dieci dall’istituto di vigilanza National Security di Pescara. Il sindacato Ugl chiede un incontro al prefetto e al questore per sbloccare la vertenza e avere lumi dall’azienda sul futuro dei lavoratori interessati.

Sono 68 i dipendenti dei

cantieri navali Baglietto di Pisa per i quali scatta dal 19 la cassa integrazione straordinaria. La Fillea-Cgil esprime preoccupazione per il futuro dei lavoratori e per i 150 dell’indotto e auspica che nel tempo della cigs l’azienda presenti un piano industriale “ai dipendenti, alle banche e all’indotto”.

E’ attesa a giorni la nomina, da parte del tribunale, del liquidatore della società Emicom (ex Alnuatel) con stabilimento a Terni e sede a Massa Martana. L’azienda produceva cabine e pannelli per telefonia mobile e fissa ed è in liquidazione da oltre un mese e mezzo con 130 dipendenti in cassa integrazione.

Domenica 18 aprile – L’avvocato Francesco Dimundo, commissario giudiziale della Multimedia Planet srl, controllata Phonemedia, chiede al ministero del Welfare l’attivazione rapida della cassa integrazione straordinaria per i 355 operatori del call center di Bitritto (Bari) e i 395 di quello di Trapani. La richiesta fa seguito al decreto con cui il tribunale di Vibo Valentia ha dichiarato lo stato di insolvenza della Multimedia Planet, nominando un custode giudiziario e facendo sequestrare conti e carte dell’azienda. Il verdetto segue quelli identici pronunciati da altri tribunali d’Italia per altri call center Phonemedia rilevati dal gruppo Omega. La vertenza nazionale riguarda circa 7mila lavoratori senza stipendio dal settembre 2009.
Lunedì 19 aprile – I lavoratori della Caimi 2 di Monsano (Ancona) manifestano davanti alla Regione in occasione dell’incontro tra parti coinvolte e istituzione: l’azienda, che produce accessori per mobili, annuncia l’intenzione di mettere in mobilità 57 dipendenti su 120 con 4.500 euro di incentivo all’esodo e il Tfr rateizzato in 12 mesi. I sindacati giudicano la proposta “inaccettabile” e decidono di bloccare la produzione; il presidio ai cancelli durerà fino al 23 quando ci sarà un nuovo incontro fra le parti.

Scatta la cassa integrazione straordinaria a rotazione per i 300 dipendenti della It Holding, gruppo del lusso finito in amministrazione straordinaria. La gran parte dei lavoratori interessati (circa 240) dipendono dallo stabilimento Ittierre di Pettoranello del Molise (Isernia); gli altri saranno individuati nelle sedi di Firenze e Milano.

Il cda della Electrolux approva il piano di riorganizzazione dello stabilimento di Forlì. Secondo quanto riferito da Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uil per il settore, il piano prevede investimenti per 43 milioni nei prossimi tre anni, ma anche una riduzione del personale di 300 unità sugli attuali 1.100 addetti.
La Regione Friuli Venezia Giulia sollecita un incontro con Assindustria e istituzioni e con la proprietà della Leader Pumps di Trasaghis per una verifica dello stato di crisi. L’azienda, che produce pompe meccaniche, ai primi di marzo ha annunciato a sorpresa la chiusura della fabbrica friulana (67 lavoratori). Secondo i sindacati, la causa non è la mancanza di mercato, ma l’intenzione di delocalizzare in Cina.

Il comitato Assemblea 29 giugno (che riunisce dipendenti fs e cittadini colpiti dalla tragedia ferroviaria di Viareggio) promuove un presidio alla stazione di Pisa per contestare il licenziamento, dopo 44 mesi di lavoro, di 11 apprendisti delle Ferrovie dello Stato. L’azienda replica dicendo che non si tratta di licenziamenti, ma di contratti a scadenza non rinnovati.

Martedì 20 aprile – La Cecconi di Ardea, storica azienda laziale per la lavorazione dei salumi, avvia la procedura di mobilità per 50 dipendenti. La Flai Cgil definisce la decisione “un fulmine a ciel sereno” e proclama uno sciopero a oltranza finché la proprietà non aprirà un tavolo di confronto.

Il Comune di Quartu Sant’Elena (Cagliari) annuncia per il 7 maggio la prima selezione del concorso per l’assunzione a tempo determinato (5 mesi) e part-time (47%) di giovani (under 35): per i 73 posti in palio sono arrivate 900 domande.

Il commissario straordinario chiede al tribunale di Reggio Emilia di ammettere ai benefici della Legge Marzano tutto il gruppo Mariella Burani fashion (inclusa la controllata Antichi pellettieri). Contestualmente viene deciso il ricorso alla cassa integrazione straordinaria a zero ore e per un anno per 171 dipendenti.

La Cnh (gruppo Fiat) avvia la procedura di mobilità per 60 dipendenti su 600 dello stabilimento di San Mauro Torinese. Il provvedimento, su base volontaria e incentivata, riguarda lavoratori che abbiano i requisiti per l’accompagnamento alla pensione.

I dodici operai della cooperativa irrigua Jato di Partinico occupano le paratie della diga e minacciano di aprirle e disperdere l’acqua in assenza di risposte da parte del consorzio di bonifica Palermo 2 circa la loro promessa assunzione.

I sindacati nazionali del settore comunicazioni proclamano per il 30 aprile uno sciopero generale dei lavoratori di Teleperformance (a Taranto e Roma si terranno due manifestazioni) contro l’intenzione dell’azienda di licenziare circa milla dipendenti.

Mobilità volontaria e contratti di solidarietà sono le strade per le quali passerà il piano di riassetto della Oerlikon Graziano di Cascine Vica, Orbassano (Torino) e Cento (Ferrara). E’ la proposta dell’azienda metalmeccanica presentata al ministero e accolta positivamente dai sindacati. La Fiom rinvia la firma dell’intesa all’incontro del 30 aprile quando sarà chiaro il futuro dello stabilimento di Cento, a rischio di chiusura dal prossimo luglio. Le due fabbriche in provincia di Torino occupano 1.100 lavoratori, quella di Cento oltre 200.

Fallisce il vertice alla Provincia di Bologna sul futuro della Fini compressori di Zola Predosa. Istituzioni e sindacati riferiscono che la proprietà non ha alcuna intenzione di rivedere o rinviare il piano che prevede la messa in mobilità di 106 dipendenti su circa 220.

La Bialetti conferma l’intenzione di chiudere la fabbrica di Crusinallo di Omegna dove si produce la Moka Express e dove lavorano 120 persone. La comunicazione è stata data al presidente della Provincia ed al sindaco di Omegna. Un nuovo incontro si terrà il 28 aprile al ministero.

Il tribunale fallimentare di Roma respinge la richiesta di concordato preventivo presentata dal gruppo Omega per l’Agile-ex Eutelia. Il provvedimento apre la strada al commissariamento dell’azienda, come auspicato dai circa duemila dipendenti senza stipendio da sette mesi e in gran parte senza alcun ammortizzatore sociale.

Nulla di fatto dall’incontro al ministero sul futuro della Basell di Terni. L’azienda intende interrompere la produzione il 30 giugno, poi attivare la cassa integrazione per 12 mesi per i 130 dipendenti e avviare lo smantellamento degli impianti. Basell dice no anche alla vendita dello stabilimento che consentirebbe di salvare la produzione del polipropilene, necessario per altre aziende del polo chimico ternano come la Treofan e Meraklon. Secondo i sindacati, tra diretto e indotto, l’addio della Basell porterebbe alla perdita di circa mille posti di lavoro. – Raggiunta l’intesa tra i sindacati e la Terex, multinazionale americana che ha acquisito l’estate scorsa il gruppo Fantauzzi-Reggiane. In base all’accordo, i 171 lavoratori (su 453) messi in mobilità potrebbero invece usufruire di tre anni di cassa integrazione straordinaria con un percorso di accompagnamento alla pensione per 91 lavoratori, il trasferimento da Reggio a Lentigione di Brescello per 38 lavoratori e la mobilità incentivata per i 38 dichiarati “esuberi strutturali”; le fabbriche emiliane eviterebbero la chiusura; la Terex si impegna inoltre a investire circa 4 milioni sui siti reggiani.

Mercoledì 21 aprile

I 30 dipendenti della impresa Industria ricostruzione pneumatici (Irp) di Cagliari, da circa due anni in attesa del pagamento degli stipendi arretrati e dei Tfr, organizzano un presidio davanti al tribunale per sollecitare una decisione sul caso dell’azienda alla quale il giudice aveva intimato a settembre di formalizzare la proposta di concordato preventivo.

All’incontro a Roma con i sindacati nazionali metalmeccanici, la Alenia Aeronautica comunica la chiusura in tempi brevi del sito di Brindisi e il rimensionamento di quello di Venezia. Per Brindisi si prevede la messa in cigs (per due anni) e mobilità verso la pensione per 25 lavoratori; altri 49 saranno ricollocati nel sito di Grottaglie. Per Venezia, l’azienda intende far ricorso alla cassa integrazione a zero ore, a partire dal 3 maggio, per un massimo di 160 impiegati e 190 operai al lordo degli assorbimenti Agustawestland e Superjet. Conferma inoltre la cifra di 135 esuberi a fine anno. I sindacati giudicano le risposte dell’azienda “inaccettabili”.

Bozza di accordo sul futuro della Smith International di Scurelle (Trento), multinazionale texana che produce punte diamantate per perforazioni in campo petrolifero. Gli esuberi diventano 20 rispetto ai 70 ipotizzati all’inizio della cigs e inoltre si fa ricorso ai contratti di solidarietà. L’accordo, secondo i sindacati, consentirebbe di salvare l’occupazione per 90 addetti su 110. La sigla dell’intesa è condizionata al consenso dei lavoratori.

Presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento della Fini pasta fresca e tortellini di Modena dopo le voci su un imminente cambio dell’assetto societario che metterebbe in minoranza il gruppo Fini. I lavoratori temono che questo passo porti al licenziamento dei 40 dipendenti in cassa integrazione da quasi un anno.

Spiraglio per i 180 dipendenti della Novaceta di Magenta, specializzata nella produzione di acetato di cellulosa e a rischio di chiusura (165 in cigs diventata cassa in deroga da aprile). Dall’incontro tra le parti ha preso consistenza l’ipotesi che l’azienda possa essere rilevata da un nuovo imprenditore (il nome è atteso per il 30 maggio) che garantirebbe l’occupazione a 124 dipendenti per quattro anni, mentre una quarantina sarebbero avviati al pensionamento. La Cub chiede impegni scritti e un vertice al ministero.

Intesa alla Sitma di Spilamberto (Modena) che produce macchine di alta gamma per l’editoria. In scadenza della cig per crisi di mercato, azienda e sindacati si accordano per l’attivazione dei contratti di solidarietà per tutti i 176 dipendenti dal 26 aprile e per 12 mesi. L’azienda si impegna ad anticipare la quota di solidarietà dovuta dall’Inps.

Giovedì 22 aprile – Incontro tra le parti e le istituzioni: accordo raggiunto per l’accesso alla cassa integrazione straordinaria in deroga nel settore agricolo, dal 3 maggio 2010 al 31 dicembre 2010, per 115 lavoratori della Solagrital di Bojano (Campobasso), con anzianità maturata di almeno 90 giorni alla data di richiesta del trattamento.

Dopo l’incontro al ministero, i sindacati firmano l’intesa per la cassa integrazione straordinaria per 24 mesi per i circa 350 dipendenti (320 donne) dell’Omsa di Faenza. La Golden lady company aveva annunciato a gennaio la chiusura dello storico calzificio faentino con l’intenzione di procedere direttamente con la mobilità e, secondo i sindacati, delocalizzare la produzione in Serbia.

Venerdì 23 aprile – I sindacati indicono una giornata di mobilitazione per difendere il lavoro dei 150 dipendenti dell’Ages di Asti e dei 350 di Santena (Torino). L’azienda produce fanali per auto e il sindacato chiede l’impegno della Fiat, unico cliente dell’Ages, per evitare che dall’attuale commissariamento si passi alla chiusura. La cassa straordinaria per i 500 lavoratori scade il prossimo 6 maggio.

Circa 650 lavoratori precari legati all’Ilva di Taranto manifestano davanti allo stabilimento per chiedere la stabilizzazione del loro posto. Si tratta di 150 lavoratori interinali, ancora in attività, e di 500 ex dipendenti con contratto a termine, al momento disoccupati. L’azienda propone l’assunzione di coloro che sono stati già impiegati per 24 mesi, rimandando ogni decisione sugli altri precari.

I lavoratori del gruppo creditizio Delta promuovono una manifestazione a Bologna in occasione del primo incontro tra i commissari di Bankitalia e le delegazioni sindacali. A oggi la prospettiva per i lavoratori, concentrati in Emilia Romagna, è un’imminente liquidazione del gruppo, con la perdita di 545 posti di lavoro su circa 850. Per questo i sindacati chiedono anche un decreto ministeriale che attivi un “fondo emergenziale del credito” visto che il settore non beneficia di ammortizzatori sociali.

La Sidel assicurà che non lascerà Parma. Il sito emiliano anzi diventerà un “centro di eccellenza del gruppo” e su di esso nel 2010 saranno investiti altri 20 milioni di euro per ricerca e sviluppo. La multinazionale americana (imbottigliamento alimentare) conferma però la riduzione di 90 posti tra tutte le aree aziendali.
(23 aprile 2010)

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Un pensiero su “10% di disoccupazione. Ecco i numeri.

  1. Ciao, qui Max da TP Taranto: noi siamo pronti, carichi e molto, ma molto incazzati. Il presidio si svolgerà giorno 30 per l’intera giornata e per l’intero turno alle porte dello stabilimento.
    Preghiamo VIVAMENTE crumiri, opportunisti, politici vanagloriosi e infiltrati di starsene a casa.
    Se no li mandiamo a casa.

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