Oggi il TG3 ha snocciolato, in un servizio di Mauro Maulucci,  i dati della cassa integrazione in provincia di Latina: 323%. Questa notizia non di oggi ma di Ottobre 2009. In ogni caso non credo importi sapere se un’informazione è vecchia o nuova ma se è vera oppure no e questa purtroppo è drammaticamente vera. Il lavoro in provincia di Latina diminuisce, le ore di cassa integrazione aumentano, le fabbriche chiudono. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Di seguito la notizia riportata dall’ANSA.

(ANSA) – ROMA, 8 ottobre  – Nel Lazio l’aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria totale rispetto al resto del Paese (+361,6%, da 3,2 a 124,7 milioni di ore) “é più contenuto”, ma cresce la cassa integrazione straordinaria +282,6%, da 6,3 a 24,1 milioni di ore). Emerge dall’analisi tendenziale della cassa integrazione guadagni nel Lazio del Centro Studi di Confindustria relativa a settembre 2009. In Provincia Roma la cassa integrazione ha aumenti inferiori anche rispetto ai dati regionali (quella ordinaria segna +133,8% (da 977,8 mila a 2,3 milioni); più sostenute di quelle del Lazio invece le variazioni delle ore di cassa integrazione straordinaria (+632% in totale, da 2,5 a 18,1 milioni). A Latina la crescita delle ore totali di cassa integrazione ordinaria è di +323,4% (da 238,9 mila a un milione). Per la cassa integrazione straordinaria, il totale aumenta del 49% (da 601,3 a 896 mila). L’aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria totali della provincia di Frosinone è a +539,7%, (da 1,4 a 9 milioni); mentre la cassa integrazione straordinaria totale cresce di +55,2% (da 2,1 a 3,3 milioni). Per la provincia di Rieti l’aumento del totale delle ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate è a +276,7% (da 116 a 437,1 mila). Inoltre, per la cassa integrazione straordinaria si assiste ad un incremento del 226,8% (da 163,7 a 535,1 mila). A Viterbo la cassa integrazione ordinaria totale cresce del 340,4% (da 442,2 mila a 1,9 milioni) mentre la cassa integrazione straordinaria totale fa segnare un aumento del 32,2% (da 929,4 mila a 1,2 milioni).

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