Fondi: attentato incendiario al coordinatore del PD

bruno fiore“A Fondi c’è puzza di bruciato” è proprio il caso di dire.

Ricapitoliamo. Il Prefetto di Latina Bruno Frattasi e la Commissine d’accesso agli atti amministravivi hanno chiesto al governo di sciogliere il Comune di Fondi per evidenti infiltrazioni malavitose nella vita amministrativa della città. Il Ministro Maroni ha chiesto al Governo di sciogliere il Comune ma il Governo non lo ha fatto. Nel frattempo il sindaco Parisella e la giunta si sono dimessi ed il Governo ha nominato un commissario ma invece di prevedere un commissariamento di un anno e mezzo (necessario quando si dimostrano evidenti infiltrazioni) ha stabilito un commissariamento di qualche mese ed il ritorno alle urne. Maroni è stato sconfitto ed ha detto che  non c’è nulla di meglio che dare la parola agli elettori.

Hanno prevalso logiche politiche di parte anziché sicurezza dei cittadini, la legalità, la lotta alla criminalità. Secondo il Governo a Fondi (nonostante le denunce di tutti: forze politiche di centrosinistra, associazioni, istituzioni) non succede nulla di grave. Infatti STANOTTE HANNO TENTATO DI DARE FUOCO ALL’AUTO DI BRUNO FIORE, COORDINATORE DEL PD E DEL MOVIMENTO CONTRO LE MAFIE.

Allego articolo de “La Repubblica di oggi” ed a Bruno comunico il mio sostegno e la mia personale solidarietà.

“(REPUBBLICA) Un attentato incendiario ai danni di Bruno Fiore, ex consigliere comunale e coordinatore del partito democratico di Fondi, e’ fallito la scorsa notte proprio davanti l’abitazione dell’esponente politico. L’uomo rientrando a casa nella tarda serata, e’ stato avvisato da un vicino della presenza di un forte odore di benzina proveniente dall’esterno dell’abitazione. A una prima verifica il coordinatore del Pd si e’ accorto che davanti al portone di casa c’era una grossa macchia di gasolio che proveniva da una tanica da venti litri lasciata accanto alla sua auto. Inoltre, sul parabrezza della vettura e’ stato rinvenuto un ordigno rudimentale simile a una bomba molotov. Fiore e’ stato uno dei principali contestatori politici in loco dell’amministrazione guidata dal sindaco forzista Luigi Parisella, dimissionario due settimane fa in seguito alle polemiche sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose avanzata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi. Richiesta sulla quale, dopo una serie di rinvii, il Consiglio di ministri non si e’ pronunciato proprio in seguito alle dimissioni dell’intera amministrazione comunale”.

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