Istat, persi 204 mila posti di lavoro.

Mentre tutti si chiedono in queste ore se il Premier Berlusconi “va a puttane” oppure no intanto ad “andare a puttane” è il Paese. Vi allego un articolo di Repubblica nel quale vengono riportati i pesanti dati sulla crisi economica ed occupazionale sempre più grave. Dati Istat.

ROMA – L’occupazione in Italia cala per la prima volta dopo 14 anni. Lo sottolinea l’Istat precisando che a fronte di 204 mila occupati in meno tra gennaio e marzo (lo 0,9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008), è il Mezzogiorno a perdere la maggior parte dei posti (114mila).

Su base annua, il tasso di disoccupazione è pari a quasi l’8% (il 7,9% per la precisione), il più alto dal 2005. In cifre assolute, il numero delle persone in cerca di occupazione sono quasi 2 milioni. Cala l’occupazione di 426 mila italiani, aumenta tra le comunità straniere: rispetto a tre mesi fa, hanno trovato lavoro altri 222 mila stranieri.

L’offerta di lavoro è stabile per gli uomini, registra una leggerissimo aumento tra le donne, lo 0,2%. Su quasi 60 milioni di italiani, lavorano in 23 milioni; arrotondando, significa che ogni 3 italiani, solo uno lavora. Il risultato, spiega ancora l’istituto di statistica, trova ragione nella caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese, dell’occupazione a termine e nella riduzione del numero dei collaboratori.
(19 giugno 2009)”

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Un pensiero su “Istat, persi 204 mila posti di lavoro.

  1. sono Pietro,45 anni,30’anni di lavoro in varie ditte,mai stato disoccupato,mi sono sempre adattato a quello che il mercato mi offriva,con mia moglie ci siamo comprati la casa a 25 anni, abbiamo impiegato 15 anni a
    ristrutturarla come volevamo noi, habbiamo avuto 2 figli al quale non è mai mancato nulla,i soldi non ce li ha regalati nessuno,
    è stata dura, ma quando vedo quelli che vanno in piazza a far sciopero e casino che sporcano e rompono le cose x cui anche io ho contribuito a pagare,mi viene il fumo agli occhi perchè non è colpa del governo se
    uno a 40ni non ha neancora capito cosa farà da grande.Tutti vogliono la botte piena e la moglie ubriaca,anche a mè piaceva andare in giro la sera e spendere a destra e sinistra,poi hò capito che non arrivavo da nessuna parte,al sabato e la domenica mi sonofatto un mazzo tanto x costruire il nostro sogno di avere una bella casa,i miei amici andavano in discoteca,al mare in montagna macchine moto sempre nuove,chi non è stato supportato dalla famiglia si è poi trovato con le pezze al c..o,qualche giorno fà, vedendo la disperazione nelle facce di quelli all’alfa di arese,mi è venuta una gran rabbia perchè quella gente lavorava nel fiore all’occhiello della matalmeccanica lombarda e con la loro incuria menefrghismo assenza dal posto di lavoro ha portato al fallimento la ditta che ora finalmente li vuol mandare a casa.
    Ai tempi d’oro,io facevo una consagna 2 volte al mese un pallets di stracci,mi dovevo presentare al mattino alle 6 e se ero fortunato riuscivo ad entrare prima di mezzogiorno x poi sbattermi a cercare l’incaricato che non era mai al suo posto come buona parte dei suoi colleghi,le macchine prticamente giravano senza nessun controllo, per cui uscivano con alcuni pezzi mancanti o verniciate in qualce maniera per cui qualità 0 o quasi.
    Una volta trovato l’incaricato, dopo sbuffi e lamentele perchè non aveva potuto finire la Gazzetta o il corriere o peggio ancora arrivava con la borsa della spesa,si decideva con estrema calma a scaricare quel pallet che a quel punto doveva costare oro
    per il tempo che avevo perso!
    Ho fatto solo un esempio di malessere industriale al quale sono testimone diretto, ma chissà quante altre realtà simili abbiamo in questo nostro bel paese!
    E’cco come siamo finiti tutti nella m…a!
    Se ognuno di noi svolgesse diligentemente il prorio compito e fosse un pochino avveduto non saremmo a questo punto.
    Scusate il mio sfogo ma a qualcuno dovevo pur dirlo. distinti saluti Pietro Barigazzi
    prutoo@libero.it

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