ISTAT 2008: IN ITALIA 7,5 MILIONI DI POVERI

Peggiora in particolare la situazione in Sicilia e Basilicata, migliora in Toscana di ROSARIA AMATO


(da http://www.repubblica.it nuovi_poveri1ROMA – L’11,1 per cento delle famiglie residenti in Italia sono povere. Si tratta di 2.653.000 nuclei, pari a 7.542.000 persone, il 12,8% dell’intera popolazione. Lo afferma l’Istat che oggi ha presentato i dati sulla povertà relativa nel 2007. Si tratta di dati stabili rispetto all’anno scorso. E lo è anche la distribuzione della povertà: in maggiore difficoltà economica le famiglie com figli, soprattutto se il capofamiglia è una persona con bassi livelli di istruzione, bassi profili professionali (working poor) o disoccupata: l’incidenza di povertà tra le famiglie con due o più componenti in cerca di occupazione (35,8%) è di quasi quattro volte superiore a quella delle famiglie dove nessun componente è alla ricerca di lavoro (9,9%). La povertà è inoltre maggiormente diffusa nel Mezzogiorno: l’incidenza è quattro volte superiore a quella del resto del Paese.

Miglioramenti solo in Toscana. Nel confronto tra il 2006 e il 2007, emergono miglioramenti solo in una Regione, la Toscana: infatti l’incidenza della povertà è scesa dal 6,8 al 4%. In valori assoluti, il Veneto appare la regione con la più bassa incidenza di povertà (3,3%); seguono Toscana, Lombardia e Trentino Alto Adige, con valori inferiori al 6%. In ultima posizione si trovano la Basilicata (26,3%) e la Sicilia (27,6%).

Al Sud il 65% delle famiglie povere. Nel Mezzogiorno è povero il 22,5% delle famiglie. Facendo il confronto con l’intero Paese, al Sud risiede il 65% delle famiglie povere, mentre nel Centro-Nord meno di sette famiglie su cento lo sono. Nel Mezzogiorno inoltre, osserva l’Istat, “a una più ampia diffusione del fenomeno si associa una maggiore gravità: le famiglie povere presentano una spesa media mensile equivalente di circa 774 euro, rispetto ai 797 e 818 osservati per il Nord e il Centro”.
Va peggio alle famiglie con figli. Se nelle famiglie numerose in genere l’incidenza della povertà è maggiore, nel 2007 aumenta anche rispetto alle famiglie con un solo figlio (l’incidenza passa dal 10 all’11,5%). Nel Nord peggiora in particolare la situazione delle famiglie con cinque è più componenti, per le quali l’incidenza della povertà passa dall’8,1 al 12,2%. Se tra i componenti ci sono tre o più figli minori, il tasso raddoppia (dall’8,2 al 16,4%).

E meglio ai lavoratori autonomi. Segnali di miglioramento invece per le famiglie con a capo un lavoratore autonomo: il tasso di povertà scende al 6,3% dal precedente 7,5%. Per i lavoratori in proprio il tasso passa dal precedente 9,6 al 7,9%.

La linea della povertà. L’Istat stabilisce la ‘linea della povertà sulla base della spesa per consumi delle famiglie. Nel 2007 è risultata pari a 986,35 euro.

(4 novembre 2008)

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